La notte che ho dipinto il cielo, di Estelle Laure [RECENSIONE]


Buongiorno a tutti! Come ben saprete non mi dilungo mai in storielle piacevoli e divertenti, preferisco quelle un po' tristi, malinconiche, a volte drammatiche. La mia natura non si smentisce mai, e infatti eccomi pronta con un'altra storia molto profonda di cui vorrei parlarvi. Si tratta di La notte che ho dipinto il cielo di Estelle Laure. È la prima volta che leggo qualcosa di questa scrittrice, e francamente non so se abbia mai scritto altri libri, questo però è sicuramente un bell'esordio. 

Titolo: La notte che ho dipinto il cielo
Autrice: Estelle Laure
Genere: Young Adult 
Editore: DeAgostini 
Il mio voto:



TRAMA
Per Lucille, diciassette anni e una passione per l’arte, l’amore ha il volto della sorellina Wrenny. Wrenny che non si lamenta mai di niente, Wrenny che sogna un soffitto del colore del cielo. E poi ha il volto di Eden. Eden che è la migliore amica del mondo, Eden che sa la verità. Quella verità che Lucille non vuole confessare nemmeno a se stessa: sua madre se n’è andata di casa e non tornerà. Ora lei e Wrenny sono sole, sole con una montagna di bollette da pagare e una fila di impiccioni da tenere alla larga. Prima che qualcuno chiami i servizi sociali e le allontani l’una dall’altra. 
Ma è proprio quando la vita di Lucille sta cadendo in pezzi che l’amore assume un nuovo volto: quello di Digby. Digby che è il fratello di Eden, Digby che è fidanzato con un’altra e non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. O forse sì? 

L’unica cosa di cui Lucille è sicura è che non potrebbe esserci un momento peggiore per innamorarsi…

Siamo dipinti insieme, sospesi sopra tutto e tutti. 

Ho letto molte recensioni negative su questo romanzo e alcune non posso che codividerle, ma non nel senso più negativo del termine, adesso mi spiego meglio. La storia è bella e affascina più o meno sotto tutti i punti di vista, la scrittura fluida contribuisce a rendere tutto ancora molto più scorrevole. Quello che manca è una trama ben precisa. Purtroppo alla fine non si hanno le risposte che cercavamo, e molte domande resteranno aperte. Forse l'autrice ha in mente un seguito, o forse desiderava che le cose restassero così per lanciare un messaggio che a me è sfuggito, non saprei... ma è davvero un gran peccato perché sarebbe potuto essere un libro straordinario. Questo perchè ha davvero molta sostanza. 
La triste storia di queste sorelle, costrette a fare tutto da sole mi ha commossa, mi sono sentita in qualche modo vicina a loro. Quello che maggiormente ho amato di questo romanzo è stata la generosità, l'amore verso il prossimo, la costanza con la quale Lucille si prende cura della sorellina. La forza di un'adolescente, di una giovane donna che si ritrova costretta a crescere troppo in fretta, a trascurare alcuni aspetti della sua vita e di se stessa per poter dar spazio ad altre priorità. 
Un romanzo che affronta un tema molto profondo, quello dell'abbandono, del non sentirsi più protetti e amati. Un tema molto difficile da affrontare, ma l'autrice alla fine è riuscita comunque a creare una storia molto carina. 


 


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