Cercando Alaska, di John Green [RECENSIONE]


Ciao a tutti! 
Mi ci è voluto un po' di tempo per decidere se scrivere o meno una recensione per questo romanzo e non perché non mi sia piaciuto, tutt'altro. Diciamo che tratta di argomenti così particolari e intimi, che quasi li sento come inviolabili. Ma sappiamo tutti che questo è lo stile di John Green, lui è fatto così: ti scava dentro, semplicemente. Ed è soprattutto per questo che lo adoro. 
I suoi romanzi hanno un senso talmente profondo che a volte credo non abbiano nessun senso in particolare, ma rappresentano solo una continua ricerca interiore, la ricerca di qualcosa mai trovato, qualcosa che non avrà mai delle risposte e, Cercando Alaska, non fa eccezione, anzi, probabilmente proprio qui, in questo romanzo, John Green ha dato molto più di quanto volesse dare di se stesso.
Ci soffermiamo, a volte a chiederci che cosa sia il genio e se esista in ogni caso, magari confondiamo la realtà con i sogni, lasciandoci sopraffare dalle nostre paure e molto spesso realizziamo solo alla fine, quando ormai non serve più, che si tratta solo del nostro inconscio, di una nostra debolezza. 
Cercando Alaska parla di paure, di fragilità e di incertezze, parla di come nascondersi per non affrontare la realtà, ma allo stesso tempo è così conturbante che parla di come essere forti, di come cercare in tutti i modi di sopravvivere al caosQuesto caos che qui definisce come labirinto. 
Miles è un giovane adolescente al primo anno di collage, quando farà conoscenza con il Colonnello e con Alaska, la ragazza che lui definirà " la più sexy che abbia mai visto ". Alaska è eccentrica, esuberante; per la testa le ronzono milioni di idee, non riesce a pensare a un mondo statico, neanche per soli cinque secondi, perché il suo ruota vorticosamente, in modo confuso, quasi irreale. Miles è subito attratto da lei e dal suo carattere spesso bipolare, alternato da fasi di irascibilità, a fasi più tranquille con pause spesso filosofiche. 
Alaska è bella, intelligente, femminista e soprattutto coraggiosa. Lei ha il coraggio di non nascondersi, di ammettere quello che fa. Per questo Miles si sentirà deluso quando scoprirà che lei ha mentito proprio per nascondersi, per non mostrare il suo tradimento verso un'amica. 
Ma Alaska è ancora di più di quello che Miles vede. Lei ha uno scopo nella vita, vuole essere migliore, vuole raggiungere qualcosa, vuole uscire dal labirinto. Accadrà un giorno, una notte, quando si alzerà per uscire di tutta fretta dal college. Nessuno lo sa, ma lei quel giorno ha dimenticato una cosa molto importante, quella cosa che più di tutte le altre le sta a cuore.  
Anche qui abbiamo un romanzo più psicologico, letteralmente adolescenziale e colmo di quelli che definiamo problemi esistenziali, ma nonostante i protagonisti non abbiano più di diciassette anni, questo romanzo si adatta bene a tutte le età, sensibilizzandoci a capire quanto sia fragile la vita.  




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