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Dopo di te, di Jojo Moyes [RECENSIONE]


Cari lettori, premetto già da subito che la lettura di questo romanzo è stata sofferta. Dopo aver letto il primo volume che narrava la storia di Will e Louisa, non è possibile restare indifferenti e quello che è successo a me potrebbe essere benissimo successo anche a voi. Ho come provato un moto di repulsione verso questo secondo romanzo, e dire che mi è stato regalato dal mio ragazzo perché lo desideravo tantissimo, ma quando hai una storia nel profondo del cuore, è molto difficile accettare che possa avere un seguito. La storia finisce lì, DEVE finire lì. O così era quello che io immaginavo.
E invece Jojo Moyes è riuscita a stupirmi ancora, regalandoci una storia che sia all'altezza di un seguito per Io prima di te.
In questo romanzo veniamo nuovamente catapultati nella vita di Louisa Clark, una vita vissuta senza scopo apparente, senza un vero entusiasmo e senza alcuna soddisfazione particolare. Louisa è rimasta sconvolta dalla morte di Will, non riesce ad accettarla e tantomeno riesce a perdonarsi, credendo ancora di non essere riuscita a fare abbastanza, perché se lei fosse stata abbastanza, Will non avrebbe mai preso quella decisione. La vita di Louisa quindi va avanti così, per un po' di tempo in giro per la Francia e poi alla fine, dietro al bancone di un bar in un aeroporto di Londra.
Sarà quando, sulla terrazza sopra casa sua, sentirà una voce e lei cadrà nel vuoto sottostante, che la sua vita cambierà per sempre.
Be', a questo punto uno può aspettarsi ogni genere di cose, tipo che le accadrà la stessa sorte che è accaduta a Will, o che diventerà pazza e sentirà la sua voce ovunque, magari uno può pensare che addirittura lei voglia tentare il suicidio, e invece lei si riprenderà benissimo dopo la brutta caduta dalla terrazza e dimostrerà anche di essere un punto fermo per la famiglia, riuscirà a farsi rispettare sul lavoro e incontrerà nuove persone con le quali stringere rapporti meravigliosi. Quello che uno proprio non si aspetta, però, è proprio ciò che invece accadrà: la figlia di Will la sta cercando, perché vuole parlarle, perché vuole farle sapere di lei.    
Insomma, chi mai si sarebbe aspettato uno svolta simile? Chi avrebbe pensato a un seguito del genere? All'inizio ammetto che l'idea non mi era piaciuta, poi mano a mano che scorrevo la lettura mi accorgevo che non riuscivo a staccarmi dalle pagine: quella ragazzina era proprio uguale a Will, dovevo assolutamente sapere come andava a finire la storia.
Nel complesso Jojo Moyes è stata veramente brava, il suo modo di scrivere ironico e scorrevole non è venuto meno, anzi, e la storia merita davvero di essere letta.
Will continuerà a mancarci moltissimo e la vita di Louisa Clark andrà avanti, con qualcosa in meno e con qualcos'altro in più.



Quattro  cuoricini per questo bellissimo romanzo

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Scrivimi ancora, di Cecilia Ahern [RECENSIONE]


Cari lettori, oggi voglio proporvi una storia raccontata in modo frizzante e spesso ironico, attraverso parole scritte su lettere, email, biglietti di auguri; ci troviamo di fronte a un romanzo epistolare molto ben delineato e costruito. 
Tratto dal romanzo è anche l'omonimo film (in lingua originale: Love, Rosie) con gli attori Lily Collins e Sam Claflin, il quale ha recentemente interpretato Will Traynor in Io prima di te.  
La storia di Rosie ed Alex è una storia che nasce nel momento in cui si conoscono alle elementari e tra loro sboccia subito un'amicizia intramontabile. Devo dire di non aver mai sentito parlare di questo libro ed è un vero peccato perché si tratta di una storia veramente molto dolce. L'amore che cresce giorno dopo giorno tra di loro è un amore puro e semplice, composto da piccole attenzioni, un po' di competitività, rispetto e stima. Ma soprattutto si tratta di un amore nascosto, fatto di malintesi, cose taciute, parole non dette. 
Vi ricordate i primi amori? Quelli che più riuscivano a metterci in imbarazzo? A volte bastava la sola presenza di quella persona a renderci incapaci di esprimerci e impacciati. 
Qui, Rosie ed Alex si comportano come due perfetti adolescenti alle prime armi e forse, il loro modo di agire, rappresenta anche un grande timore del rifiuto. Si punzecchiano a vicenda, continuamente, ma non sanno stare l'uno senza l'altra, non riescono a smettere di parlarsi, di sentirsi o anche di vedersi. Ma la vita li porterà su strade diverse, partendo da Rosie, che proprio durante il ballo di fine anno ha avuto la malsana idea di appartarsi con un compagno, solo per il gusto di fare un dispetto ad Alex che non era riuscito a prendere l'aereo e non aveva potuto accompagnarla. Da questo "dispetto" nascerà Katie e da quel giorno in poi la vita di Rosie cambierà completamente. Non cederà però alla frustrazione, ama vivere, ama gli alberghi e ama sua figlia. Troverà un'amica e più in là un lavoro stabile, mentre il suo cuore torna sempre là, dove è Alex. 
Un romance dolce, ironico, che fa sognare e sperare, che aiuta a capire e a saper voltare pagina.



Quattro cuoricini per questo romanzo!

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LA COLLEZIONISTA DI SOGNI


Quando iniziai a scrivere LA COLLEZIONISTA DI SOGNI non sapevo in realtà a che cosa volessi andare incontro.
A volte capita di scrivere qualcosa anche solo per il gusto di farlo, senza volerlo trasformare in un romanzo. Con LA COLLEZIONISTA è stato proprio così.  Non avevo in mente una storia, dei personaggi e neanche un filo conduttore. Non avevo affatto l'idea del romanzo. Quello che sentivo era una sorta di desiderio di esprimermi.
Quelli non erano bei giorni. Non parlavo con la mia famiglia e mio nonno era morto da poco. Me ne stavo spesso per conto mio, amavo la solitudine al punto da non desiderare altro. E c'era qualcosa che mi spingeva a scrivere.
Ho iniziato a buttar giù qualche frase, qualche pensiero. Perché LA COLLEZIONISTA DI SOGNI è soprattutto questo: pensieri e sentimenti.
Non avrei mai immaginato di arrivare alla conclusione di un intero romanzo. Avevo già avuto un po' di esperienza con Black Angel, è vero, ma stavolta era stato diverso. Non avevo costruito nulla, mi sembrava anche di non essermi impegnata abbastanza, ma il romanzo era saltato fuori da sè.   
Credo che quando abbiamo una sorta di arte, sogno, desiderio, quello diventa ciò che ci distingue, ciò che fa del nostro nome qualcosa di vero, di esistente.  
Ognuno ha la sua arte. È per questo che quando LA COLLEZIONISTA è saltata fuori così, come se la sua storia esistesse già prima che io la scrivessi, mi sono sentita come afferrata da qualcosa e messa sulla giusta strada. Con Black Angel non è stato così.  Con Black Angel ho dovuto lottare, costruire un filo conduttore, analizzare, studiare, buttar via un sacco di pagine che non mi piacevano. 
De LA COLLEZIONISTA invece mi piace tutto. Questo libro mi rappresenta in modo definitivo. C'è la mia parte timida, riservata, quella allegra e spensierata e quella che ha sofferto ma che cerca sempre una via d'uscita. 
Non amo parlare dei miei libri in toni tanto pomposi, tantomeno amo arrecarmi meriti che non possiedo. In fondo questo mio romanzo parla soprattutto di me, e lo fa attraverso gli occhi riservati di una ragazza di sedici anni, attraverso le sofferenze di un ragazzo di sedici anni, e attraverso la speranza e l'allegria di una ragazzina di appena dodici anni. 
Scrivere non è tutta la mia vita. Ho il mio lavoro, altri interessi. Lavoro nell'azienda agricola del mio ragazzo, insieme stiamo aprendo un allevamento di galline ovaiole in modo del tutto naturale. Mi piace disegnare e fare giardinaggio.
Ma la scrittura mi chiama a sè ogni tanto e devo darle la possibilità di ascoltarla. Non so da dove vengano le idee che mi portano a scrivere. Ci sono, e quello che veramente è importante è il loro significato.



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COME VENTO DI POLVERE


C'è aria di primavera. 
Vorrei restarmene fuori sdraiata nel fienile fino a tempo immemore.
Sto bene. So che sto bene. Eppure è come se non lo sapessi e continuare a ripeterlo non rende la cosa più vera. È come se d'un tratto tutte le certezze del mondo crollassero all'improvviso e io mi trovassi lì in mezzo, improvvisamente, senza capire come ci sia arrivata.
Mi convinco del fatto che sto intraprendendo un percorso di rinascita e crescita personale, cerco di imprimermi bene nella mente che ce la sto facendo, che in fondo è come un regalo che mi faccio, anche quando tutti i tentativi sembrano vani, sto vivendo.
Quando penso alla vita penso a mio nonno. 
Le sue storie erano vecchie, proprio come lo era lui, profumavano di grano e paglia, di vino e di risate; erano rumorose perché c'erano bombe e fucili, c'erano aerei che volavano bassi e c'erano carrozze di treni che volavano sulle case e frantumavano i tetti; stranieri che urlavano una lingua cattiva. Era un uomo semplice, mio nonno, che ha visto la gente ammazzarsi, che ha raccolto amici ammazzati, che è fuggito: perché quella non era e non voleva che fosse la sua vita. Mio nonno mi ha raccontato tutto questo. Mi ha raccontato anche di quando mandava il carro trainato dalle bestie per coltivare i campi; di quando qualcuno si sentiva male e il dottore era lontano, e allora sempre con lo stesso carro e sempre con le stesse bestie andava a prendere il dottore, anche se pioveva ed era freddo. Mi ha raccontato della pioggia e del vento. Mi ha raccontato del giorno in cui sono nata. Mi ha raccontato tutto questo e tanto altro ancora. E adesso vorrei che fosse ancora qui a raccontarmi ancora di lui...


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IO, ME E LA STRADA DAVANTI


Eccomi qui, dunque, a scrivere il mio primo post totalmente personale. Vorrei presentarmi come fanno molti altri blogger, elencando interessi, lavoro, motivi che li hanno spinti ad aprire un blog. Ecco, io invece voglio tornare un po' indietro nel tempo, a un fatto che mi ha cambiata completamente, non nel carattere, ma nel giudizio, rendendomi così poco incline alla comprensione e decisamente più caparbia. 
Ventotto anni, cinque mesi e tre giorni. 
Per chi se lo stesse chiedendo non si tratta di una ricorrenza particolare o di un complicato calcolo astronomico. Più semplicemente si tratta solo della mia età. 
Ventiquattro anni e sei mesi sono invece gli anni che avevo quando me ne andai di casa.    
Fu così che mi ritrovai davanti al portone di casa dei miei nonni, con ai piedi la mia valigia rossa e in mano le chiavi della macchina. E così, di punto in bianco, la mia vita era cambiata, si era letteralmente capovolta e per un momento quel portone mi sembrò gigantesco e invalicabile. Me ne ero andata di casa e sapevo che stavolta sarebbe stato per sempre. 
Sarei potuta tornare indietro. Ma sarebbe stato troppo semplice per loro e troppo complicato per me. Quello che desideravo in fondo era soltanto la libertà di poter scegliere. E così, in quell'afoso pomeriggio di inizio estate, come una normale ventiquattrenne in jeans e maglietta, entrai in casa dei miei nonni dando così inizio alla mia nuova vita.

La camera era posta ad ovest della casa coloniale e aveva la finestra rivolta a nord. Depositai la valigia sul letto e mi affaccia ascoltando il canto incessante delle cicale. Quella era proprio una bella estate, calda e torrida, dove però l'afa non è poi così opprimente. Nel cortile sottostante l'erba era cresciuta rigogliosa, mentre sul lato sinistro della strada si stagliano maestosi cipressi centenari. Da lì avrei potuto vedere chi arrivava.
Decisi di disfare subito la valigia e iniziare a riporre le mie cose nell'armadio. Mia nonna entrò in camera chiedendomi se avessi bisogno di aiuto e lasciando sulla poltrona accanto al letto una pila di lenzuola pulite. Sapevo che in qualsiasi istante avrei potuto contare su di lei. Perché lei ci sarebbe stata, qualsiasi cosa fosse successa.
Dalla valigia presi l'album delle foto dei miei disegni e iniziai a sfogliarlo. Sentivo la brezza del pomeriggio entrare dalla finestra aperta. Avrei dovuto mettere delle tendine alla finestra. Rovistai nell'armadio dove mia nonna teneva un sacco di cose vecchie e ormai in disuso e lì trovai tantissime stoffe colorate. Scelsi due tendine arancioni e una centrale bianca. Ecco: adesso avevo le tendine alla finestra. Ebbi l'impressione di essere la figlia di un ricco mercante sempre troppo impegnato nel suo lavoro all'estero per far ritorno a casa. Ma come tutte le impressioni svanì subito. Tornai a sedermi sul letto matrimoniale in ferro battuto di un color verdolino. Anche l'immenso armadio era dello stesso colore. Il comò invece aveva il ripiano in marmo e uno specchio graffiato e un po' rovinato dal tempo. Provai a ripulirlo dalle chiazze che sembravano ruggine agli angoli della superficie, ma non vennero via. Un po' come le ferite dell'anima, pensai, devi solo imparare a conviverci.


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25 DOMANDE SUI LIBRI [BOOK TAG]


Oggi piove e forse può non sembrare del tutto un buongiorno, però ho qui pronto un Book Tag davvero molto carino, ideato dal blog RACCONTI DAL PASSATO
È stato divertente rispondere a tutte le domande, ma ecco qui le regole per chi volesse partecipare:

1- Nomina almeno 5 blog a cui fare le domande.

2- Cita sempre chi a creato il Book Tag: Racconti dal passato.
3- Nomina e ringrazia il  logo che ti ha nominato: IL RUMORE DELLE PAGINE
4- Usa come immagine quella in cima a questo post.


1) Come scegli i libri da leggere?
Sono da sempre stata molto impulsiva e spesso mi lascio travolgere dalle emozioni del momento, che siano esse legate a un sentimento particolare che mi suscita la copertina, la musicalità del titolo o l'interesse per la trama. Anche se in giro ho sentito molte lamentele riguardo a libri piuttosto scadenti, devo ammettere che il mio sesto senso ci azzecca quasi sempre. 

2) Dove compri i libri: in libreria o online? 
Di solito in libreria, perché amo girovagare tra gli scaffali e prendermi quei dieci minuti solo per me.


3) Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?

Ho un'intera armata di libri che attende solo di essere letta. Sostanzialmente soffro della sindrome da acquisto compulsivo, dunque l'unico rimedio sarebbe evitare di passare davanti a una libreria.  


4) Di solito quando leggi?
Spesso la sera, dopo cena o anche mentre cucino, perché è l'unico momento veramente libero della giornata. 


5) Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?
A volte sì, perché se mi trovo di fronte a un libro con poche pagine mi dà l'impressione che la storia non sia ben narrata, magari perché scritta troppo frettolosamente, tralasciando dettagli e descrizioni, due cose che io invece adoro leggere. 


6) Genere preferito?
Ultimamente leggo molti young adult, ma non mi nego mai fantasy, rosa e storici.


7) Hai un autore preferito?
Non è una domanda facile. Molti anni fa amavo Michael Crichton, l'autore di Jurassic Park. Poi ho conosciuto il fantasy/horror e mi sono innamorata della Rice. Pasando ai classici ho scoperto Jane Austen, Emily Bronte e Alexander Dumas. Adesso leggo molti autori diversi, ma potrei citare nomi come John Green e Jennifer Niven della quale sto ancora aspettando l'ultimo romanzo. 
  

8) Quando è iniziata la tua passione per la lettura?  
Avevo circa nove anni. Fu leggendo Sai fischiare Johanna? di Ulf Stark che capii che la lettura non l'avrei mai abbandonata. 


9) Presti libri?
Dovrei? 


10) Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?  
Spesso ne leggo due o tre insieme, ma se un libro riesce a prendermi nel modo giusto non riesco più a staccarmene. 


11) I tuoi amici/familiari leggono?
Il quotidiano è ammesso?  


12) Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?
Da 2/3 giorni a... mesi e mesi. Diciamo che dipende molto da quanto tempo libero ho a disposizione.  

13) Quando vedi una persona che legge, ad esempio sui mezzi pubblici, ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro? 
Be' sì,  mi pare chiaro...


14) Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvare uno soltanto quale sarebbe? 
Che brutta domanda.


15) Perché ti piace leggere?
Perché mi regala emozioni ogni giorno, ogni ora e ogni attimo. 


16) Leggi libri in prestito (dagli amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi? 
Forse è successo una volta.


17) Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?
Non mi esorcizzate. 50 sfumature di grigio.


18) Hai mai comprato un libro solo perché aveva un bella copertina, e cosa ti attrae in una copertina di un libro? 
Sì, è capitato. Mi attrae la semplicità. 


19) C'è una casa editrice che ami particolarmente e perché? 
No.


20) Porti i libri dappertutto (ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni al sicuro dentro casa? 
Sì, li porto ovunque. Con il terrore di perderli o sciuparli, ma li porto con me lo stesso. 


21) Qual è il libro che ti hanno regalato e che hai gradito maggiormente? 
Dopo di te, di Jojo Moyes. 


22) Come scegli un libro da regalare? 
In base alla profondità degli argomenti trattati. Non amo le storie superficiali,  per cui non le regalerei mai. 


23) La tua libreria è ordinata secondo un criterio, o tieni i libri in ordine sparso? 
Sono quasi tutti in ordine sparso.  


24) Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti? 
Le leggo, ma solo alla fine.


25) Leggi eventuali introduzioni, prefazioni o postfazioni del libro o le salti? 
Non mi piacciono, ma ogni tanto ho dato una sbirciatina. 



NOMINO:

LUNATICAMENTE
LA RAGAZZA IN ROSSO
L'ANTICO CALAMAIO
THE BOOKS OF ALICE
L'ANGOLO DI ARIEL
GLI ALBERI DA LIBRI 
LA BIBLIOTECA DIETRO L'ANGOLO


Quando avrete risposto alle domande lasciatemi pure il link nei commenti, così potrò leggere le vostre risposte!