Remember, un amore indimenticabile, di Ashley Royer [RECENSIONE] ☆☆☆☆



TRAMA

Dopo la tempesta arriva sempre il sereno. Levi ne era davvero convinto. Per tutta la vita 
ha osservato la pioggia e rincorso gli arcobaleni, credendo ciecamente nel lieto fine. 
Ma un giorno le cose sono cambiate: il giorno in cui Delia, la sua ragazza, 
è morta in un tragico incidente d’auto. Da quel momento il temporale 
l’ha inghiottito, e la luce non è più tornata. Così Levi ha smesso di parlare. 
Furioso con il mondo intero, Levi ha deciso di non permettere a nessuno 
di forzare l’armatura dietro cui si è barricato. Né a sua madre 
che lo ha spinto a lasciarsi alle spalle il passato e l’Australia, né a suo padre 
che gli ha aperto le porte di casa in Maine, e nemmeno a Delilah, 
la ragazza che gli è apparsa come in un sogno e gli ha ricordato terribilmente Delia. 
Delilah in realtà è più che contenta di stargli alla larga: l’ultima cosa 
di cui ha bisogno è un tipo così scontroso e imprevedibile. Ma più passano i giorni, 
e più si rende conto che, dietro quel modo di fare insolente e sprezzante, 
si nasconde un’anima profondamente ferita, un cuore spezzato 
che deve ritrovare se stesso. 
E solo lei può aiutarlo. 


A volte cerchiamo qualcosa in un libro che spesso non troviamo. Con questo invece sono stata fortunata, ho sentito subito una certa affinità e si è rivelato proprio come lo avevo immaginato: dolce, profondo, semplice.
È stata una lettura che mi ha fatto sorridere spesso. Levi, il protagonista maschile della storia, è scontroso, burbero e arrogante. Mi sono immedesimata molto bene in lui, perché ho passato vari periodi bui della mia vita che mi avevano portata ad essere chiusa e scontrosa.  Mi avevano fatto desiderare di non essere più felice. Con una scrittura semplice e a tratti ancora molto acerba, Ashley Royer racconta la storia di Levi, il suo declino e la sua faticosa risalita. È una storia di rinascita, dove assieme a molti dialoghi propriamente adolescenziali, descrive il carattere di lui in modo impeccabile, delineando bene la sua sofferenza, la sua voglia di gettare la spugna e quel piccolo desiderio, in fondo ad ognuno di noi, quella piccola scintilla di sopravvivenza, la voglia di tornare alla vita che grida e ti chiama a gran voce. Questo, anche se tenti in tutti i modi di reprimerla per non rendere vana la tua sofferenza.



La scrittrice è molto giovane, appena diciassette anni, si sentono alcuni tratti forse quasi infantili durante la lettura del testo, che più che irritare il lettore, inteneriscono fino al punto di farti amare ancora di più la storia. Le emozioni che ho provato leggendola sono state sincere, tuttavia non così prorompenti da rendere questo libro entusiasmante, e proprio per questo non me la sento di dare cinque stelline ma mi fermo a quattro, con la certezza di tornare presto a leggere questa scrittrice che sono convinta crescerà molto, perché ha veramente tanto da dare. 


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