Te lo dico sottovoce, di Lucrezia Scali [RECENSIONE] ☆☆☆☆



Buon pomeriggio! Eccomi qui a parlare di un libro che in pochissimo tempo ha scalato la classifica restando in vetta per molte settimane: Te lo dico sottovoce, di Lucrezia Scali. Un romanzo che ancora oggi, a distanza di molti mesi dalla sua prima uscita, viene letto e consigliato.
Purtroppo per me ho un pessimo carattere, e diciamo che questo spesso porta a penalizzarmi da sola, ma se un libro è molto acclamato io tendo ad allontanarlo, a rimandare il momento della lettura, tanto è vero che questo libro lo avevo acquistato un anno e mezzo fa e ho iniziato a leggerlo solo la scorsa settimana. Voglio mettere le mani avanti e spiegarvi che non amo i rosa sdolcinati, gli Harmony e le storie d'amore a solo sesso. E questo libro non è niente del genere. Per fortuna. È una storia d'amore molto dolce, ma senza essere banale, una storia d'amore che ha come protagonisti delle persone con un passato doloroso e un presente che non riescono ad affrontare al cento per cento.


TRAMA
Mia ha trent'anni, un passato che preferisce non ricordare e una famiglia da cui cerca di tenersi alla larga. Meglio stare lontano dalle frecciatine della sorella e da una madre invadente che le organizza appuntamenti al buio... Di notte sogna il principe azzurro, ma la mattina si sveglia accanto a Bubu, un meticcio con le orecchie cadenti e il pelo ispido. La sua passione sono gli animali e infatti, oltre a gestire una delle cliniche veterinarie più conosciute di Torino, Mia sta per realizzare un progetto a cui tiene moltissimo: restituire il sorriso ai bambini in ospedale attraverso la pet therapy. Il grande amore romantico, però, non sembra proprio voler arrivare nella sua vita. O almeno, così pensa Mia, prima di conoscere Alberto, un medico affascinante, e Diego, un ragazzo sfuggente che si è appena trasferito a Torino dalla Puglia. Cupido sta finalmente per scagliare la sua freccia: riuscirà a colpire la persona giusta per il cuore di Mia?


Lo stile narrativo è fluido e fresco, i due protagonisti sono interessanti sia per il loro carattere sia per il loro passato. Lucrezia Scali riesce a tenere il lettore incollato alle pagine alternando momenti di routine con episodi singolari e con una narrazione al passato scritta in prima persona da Mia, una ragazza trentenne timida e riservata, che non riesce a lasciarsi andare da un evento che la lega al passato e che le ha sconvolto la vita, fino al punto da non riuscire più a ritrovare se stessa. Diego, dal canto suo, ha un certo fascino, un sorriso strafottente e l'aria un po' da duro. Ma dietro a una corazza messa su solo per non sopperire alla sofferenza, nasconde un animo nobile.   
Dietro a loro poi si intreccia la storia fra Fiamma e Antonio, protagonisti del romanzo Come ci frega l'amore
Ho apprezzato molto il progetto di pet therapy, d'altronde rispetto tantissimo queste iniziative sociali volte ad aiutare davvero qualcuno, ammiro sia chi lo fa di mestiere sia chi ne parla, perché è giusto non far cadere nel dimenticatoio queste iniziative, soprattutto se possono veramente portare a dei buoni risultati.  
È di sicuro la prima volta che leggo un romanzo dove sono presenti in modo continuo dei cani. Ovvio, verrebbe da dire: stiamo parlando di una protagonista che come lavoro fa la veterinaria. Ma no, non intendo in quel senso. Mi è già capitato qualcosa di simile che adesso non ricordo. Quello che intendo è che qui sono presenti quasi come protagonisti veri e propri e la cosa se da un lato mi ha lasciata perplessa (non ero abituata a leggere delle abitudini canine) dall'altra mi ha affascinata, perché mi ha spinta a voler cercare di trovare un significato a tutto ciò. Amo gli animali, in particolar modo amo i gatti e la loro indipendenza, e se forse scrivere di loro può essere uno stimolo a farli amare anche da chi prima era scettico nei loro confronti, ecco che la cosa mi piace ancora di più. 
A un certo punto del romanzo devo ammettere di essere caduta nella "trappola dell'autore", quel genere di trappole che l'autore mette lì proprio per farti credere una cosa invece di un'altra. Ebbene, ovvio, ci sono cascata come una pera cotta, tanto che volevo prendere a schiaffi sia il libro che Diego, il protagonista. Ma alla fine ho preso a schiaffi solo me stessa per essere stata così ingenua. I miei complimenti alla scrittrice anche per questo, per avermi piacevolmente ingannata sul finale.   
Sono sicura che molti di voi avranno già letto questo bellissimo romanzo e avranno quindi avuto modo di conoscere questa scrittrice. E sempre di lei adesso mi accingo a leggere La distanza tra me e te. 

Alla prossima recensione! 



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